Educazione

Fermare la pesca selvaggia

La pesca è uno dei modi con cui l’uomo riesce a sostentarsi. In linea generale questa pratica non è dannosa per l’ambiente, a condizione che non sia eccessiva, altrimenti diventa un problema serio per tutti gli oceani del mondo.

Forse la prima cosa da tenere a mente quando si parla di questo problema è capire come misurare (per bene) il problema. Quando le uniche statistiche ufficiali a livello mondiale disponibili per la pesca si basano sui dati auto-segnalati dalle nazioni, che solitamente sono sotto-stimati, si capisce come il problema sia difficile da valutare pienamente.

Prima si capisce che questo è un problema attuale, prima si riesce a porvi rimedio, magari definitivamente. Si, perché il problema della pesca eccessiva c’è da secoli, e continua ancora oggi. Tornando di 1000 anni indietro in Europa, vediamo un calo di pesci a causa dei primi umani che si sono spinti fino alle grandezze del mare per pescare in massa. Cinquecento anni fa abbiamo visto un declino del pesce costiero a causa della pesca a strascico.

La differenza fondamentale tra i secoli passati e oggi è che in passato c’era sempre un’altra area dove potersi spostare, dove poter andare a pescare. Questo contribuiva al sostentamento dell’uomo e al ripopolamento dell’area abbandonata. Oggi non è più così. Centocinquanta anni fa il pianeta era ancora aperto, l’impatto della popolazione umana era ancora ben contenuto all’interno della capacità di carico del pianeta di assorbire qualsiasi danno causato. Oggi, con la popolazione della Cina e dell’India che sono pari a quella di tutto il pianeta nel 1850, l’attività umana si è ampliata tanto da consumare più di quello che la terra produce.

Come fare, allora, per migliorare la situazione di questo particolare ambito economico? I paesi dovrebbero fare la loro parte, adottando delle normative che possano proteggere i pesci (alcuni paesi le applicano già con il “fermo pesca”).

E’ importante anche fermare la pesca distruttiva su scala industriale, tenendo presente che la pesca su piccola scala utilizza il 75% in meno di energia per catturare lo stesso volume di pesce, facendolo anche in modi più ecologici.

Noi, da consumatori, possiamo decidere di affidarci solo a “brand” che operino in maniera sostenibile, scegliendo prodotti che sono “amici dell’ambiente” e del regno marino, come ad esempio il Tonno Rio Mare o il salmone Fjord, altra azienda che opera in maniera “pulita” e chiara.

Prenderci cura del mare è un compito di tutti, bisogna fare in modo di non oltrepassare il punto di non ritorno.

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